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In Italia ogni 2,2 giorni viene uccisa una donna. Il 46,3% delle donne muore per mano del partner.

Sui media la violenza sulle donne è quasi sempre descritta come frutto di motivi passionali. Lo stereotipo dell’onore tradito si trasforma in quello della gelosia, del tradimento, dell’abbandono che l’uomo non è stato in grado di accettare. L’uomo è quindi da compassionare. Il suo è stato un gesto estremo (un raptus). Una spiegazione che addossa alla donna una parte di responsabilità in quanto colpevole di avere suscitato la gelosia. Si tratta di una rappresentazione falsata della realtà. Il femminicidio è quasi sempre l’estremo risultato di una serie di comportamenti violenti di lunga data.

Con la legge 119 del 2013 di attuazione della Convenzione di Istanbul, il nostro Paese ha riconosciuto la violenza sulle donne come violazione dei diritti umani e discriminazione di genere. Per questo è stato proposto e approvato un piano contro la violenza sulle donne.

Un gruppo di senatori interviene regolarmente in Senato per fare appello alla ministra per le Pari Opportunità e al Governo tutto affinché si monitorino l’applicazione, i pregi e i limiti della legge 119/2013, e soprattutto si dia piena e accurata attuazione al piano contro la violenza.

Un appello ai media: si smetta di giustificare gli assassini e di colpevolizzare le donne.
Un appello al Paese, uomini e donne: sono 160 le donne uccise ogni anno, non possiamo più accettare questa mattanza.

Qui di seguito: un video sulla staffetta che abbiamo organizzato:
PD Modena – Staffetta per ricordare le vittime di femminicid

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